guidaballerino

Ma cos'è questo strano nome? Gli appassionati di fumetti lo sapranno di sicuro... Si tratta dell'espressione che utilizza Dylan Dog nel fumetto che porta il suo nome?

Ma vi chiedete sicuramente perché vi parlo di questa espressione, che apparentemente, non ha niente a che vedere con la cucina! E beh, vi sbagliate, esiste un legame tra "Giuda Ballerina" e i nostri stomachi, perché si tratta del nome di un ristorante gastronomico di Roma. Non si tratta di uno che troverete sulle guide (almeno non mi risulta), perché fa poca pubblicità e che non si trova nel centro di Roma. Pero, si tratta probabilmente di uno dei migliori!
Questo ristorante è stato creato da un appassionato di fumetti nell'obiettivo di permettere agli altri appassionati di ritrovarsi intorno ad una buona cena. Il ristorante ovviamente, è accessibile a tutti, e propone una cucina molto innovativa e un rapporto qualità/prezzo eccellente!!

In maggio, per festeggiare i nostri 2 compleanni simultanei (eh si, siamo nati lo stesso giorno!), abbiamo deciso di offrirci una serata in questo ristorante, che ci era stato fortemente consigliato da diverse persone. Il ristorante si trova nella periferia di Roma, in un quartiere non proprio piacevole (meglio dimenticare subito la passeggiata digestiva), ma questa situazione è voluta dai proprietari. Si tratta un po' di un’iniziativa per ridare vita ad uno dei quartieri di periferia della capitale.

Siccome voglio che mi crediate quando parlo di un eccellente rapporto qualità/prezzo, tengo a parlarvi del conto. Abbiamo pagato complessivamente 68 euro a testa, includendo 2 aperitivi (champagne), 2 menu degustazione (che vi descriverò tra poco), 1 bottiglia di vino rosso e una bottiglia d’acqua minerale.

IL MENU

  • Per iniziare: Mini-spiedini di pomodorini ciliegini e di formaggio di capra, con olio di oliva e emulsione di basilico: Semplice, fresco, eccellente!

  • Pane fatto in casa: Durante tutta la cena, abbiamo potuto assaggiare diversi tipi di pane fatto in casa. Tutti eccellenti. Dal pane alle mandorle al pane al grano duro ecc...

  • Primo antipasti: Tartaro di cervo alla gelatina di melograno, servito con dell'ananas caramellato. Questo piatto è il più strano che abbiamo mangiato durante la cena. Il tartaro di cervo era divino, ma l'associazione era abbastanza complessa. Abbiamo avuto un po' di difficoltà ad apprezzare il mix dei sapori.

  • Secondo antipasto: Terrina di fegato grasso e di sgombro, salsa al caffè e gelatina alla liquirizia. L'associazione fegato grasso/sgombro era straordinaria (e lo dicono 2 persone che non sono dei fan del mix tra pesce e carne).  Era davvero buonissimo. La salsa al caffè sembrava di troppo all'inizio, ma man mano che mangiavamo la terrina, capivamo sempre di più quello che poteva dare al piatto. Il nostro palato aveva bisogno di abituarsi.

  • Terzo antipasti: Petto di quaglia grillato, servite con una salsa di mele e una scaloppina di fegato grasso d'oca. Essendo originaria del sud-ovest della Francia (e vale a dire da dove si mangia l'anatra e il fegato grasso), sono abituata a quest’associazione di sapori. Si utilizza molto da noi, la salsa di mele, per accompagnare l'anatra, il maiale o le quaglie. Quindi, ho trovato questo piatto squisito. Anche Massimiliano che di solito, non gradisce molto i piatti dolci/salati, e neanche la mela calda, anche a lui dunque è molto piaciuto. 

  • Primo: Spaghetti (fatti in casa) cacio e pepe, con carciofi fritti e baccalà. Quando ho letto la descrizione, ho subito pensato che questo piatto era un po' troppo complesso. Caccio e pepe + carciofi + bacala... Ma alla prima forchetta, ho capito che mi sbagliavo. Tutti i sapori si sposavano benissimo e le differenze di consistenza rendevano il tutto ancora migliore. I carciofi erano bei croccanti, la bacala quasi fondente... Questo piatto ci è tanto piaciuto che pensiamo di provare a cucinarlo a casa.

  • Secondo:  "Manzo al modo nostro". Il contenuto esatto di questo piatto non ci è stato detto, quindi sto per provare a descriverlo senza essere sicura di avere reperito tutto. Questo piatto conteneva 4 preparazioni a base di manzo, da mangiare in un ordine ben preciso. Si cominciava con un "entrecote" (fra costa) disposta su un letto di spinaci e servita con degli asparagi. La carne era eccellente, e l'associazione manzo/asparagi mi ha positivamente sorpresa. La seconda preparazione era un involtino d’indivia ripieno con dei pezzi di manzo. Non saprei descrivere i pezzi esatti utilizzati, ma bisognava mangiare questa preparazione con una salsa al cioccolato fondente. La terza preparazione è quella che ci ha il più deluso. Si trattava di una polpetta agli interni del manzo. Era troppo grasso (al gusto nostro) e la consistenza non era molto piacevole. In fine, l'ultima preparazione era di tipo argentino Si trattava di un pezzo di manzo argentino, pezzo che non avevamo mai assaggiato. Se non mi sbaglio, invece di tagliare la costa in un senso, si taglia nell'altro, in modo di avere in un unico pezzo sia la carne che il grasso e l'osso. Questo pezzo era servito con una salsa piccante, tipicamente argentina. Era davvero eccellente.

  • Formaggi: Degustazione di 3 formaggi: Un formaggio di cui mi sono scordata il nome, un po' morbido e poco forte. Un provolone stagionato e un gorgonzola. I formaggi erano serviti con 2 marmellate: una di lamponi e una di vino alla cannella. (Quest'ultima si sposava benissimo con i formaggi). 

  • Dolci. Prima di mangiare il dessert del menu, ci hanno servito un piatto di dolcetti (che non abbiamo potuto finire tanto ce n'erano!!). Il dolce del menu, era un tortino caldo di cioccolato extra-fondente non zuccherato. Era servito con una marmellata di lamponi. Adoro il cioccolato fondente, extra-fondente anzi. Ma devo confessare che questo dolce era troppo amaro per il gusto mio. Era cmq buono, visto che l'ho finito... 

Alla fine della cena (che è durata 4 ore), i nostri stomachi erano davvero stanchi morti. Era la prima volta che facevo fatica a mangiare i dolci, le quantità del menu sono davvero enormi. Alla fine del primo, già non avevo più tanta fame (e pero siamo dei buoni mangiatori!!).

Ah, stavo per dimenticare un elemento fondamentale della cena: il vino. Da un po' di tempo stavamo cercando un vino italiano con un gusto di legno. Il "sommelier" ce l’ha trovato in 3 secondi, dopo averci chiesto alcuni dettagli. E per la modica cifra di 20 euro, ci ha trovato esattamente il vino che desideravamo. Un aglianico "Quarto di Sole", invecchiato in barrique.

In conclusione, se vivete a Roma, o pensate di venirci presto, vi consiglio fortemente questo ristorante. Si tratta di un vero ristorante gastronomico, dove pero si mangia molto (so che molti italiani pensano che in questi ristoranti le quantità sono ridicole. Ma non è il caso in questo ristorante!). Il rapporto qualità/prezzo è eccellente... E' lontano dal centro, ma non rimpiangerete il viaggio fino al Giuda Ballerino. Ecco il sito del ristorante:  http://www.giudaballerino.it

Marie