22 juin 2005
Corsica...
A partire di venerdì, sarò in ferie per 2 settimane. Questo significa che non potrò più scrivere articoli su questo blog fino a meta-luglio... Mi dispiace allontanarmi per cosi tanto tempo ma di un altro lato, non vedo l'ora di essere in ferie. Sopratutto che quest’anno, andiamo in Corsica per 2 settimane...
Essendo già andata in Corsica una prima volta, la conosco un po' e so in anticipo che mi piacerà da morire. Ero andata nel sud, per fare un trekking di 5 giorni (il mare a mare sud, per quelli che conoscono) e riposarmi un po' al mare...
Mi ricordo ancora il liquore di mirto che ci regalava gentilmente il proprietario dei rifugi dove dormivamo, le lasagne al brocciu, e gli ottimi salumi... Una cosa è sicura, mangeremo bene!!!
Quest'anno, stiamo per visitare 2 parte diverse della Corsica, anzi tre. Passeremo una settimana intorno a Calvi, al nord ovest, alcuni giorni a Corte, nel centro, per fare alcune passeggiate e approfitare delle piscine naturali. E infine, una settimana al sud, vicino Porto Vecchio per goderci le splendide spiagge...
Un gran vantaggio della Corsica è la preservazione dal turismo di massa. I mezzi impiegati per proteggere le bellezze corse sono spesso molto decisi (se il bordo del mare è rimasto bellissimo, e non è diventato come quelli della costa d'azzurra o della riviera italiana) è sopratutto a causa del nazionalismo corso, e dei nazionalisti che facevano proprio saltare in aria le nuove costruzioni... I corsi difendono la loro terra con molta energia, e questo ha permesso all'isola di rimanere selvaggia.
Un confronto con la Sardegna mi sembra abbastanza naturale. Avendoci passato 2 settimane alcuni anni fa, mi posso permettere alcune riflessioni. La Sardegna è molto simile alla Corsica nella diversità dei suoi paesaggi, dispone ancora di grandi aree selvagge, bellissime (ad esempio al nord-est). Purtroppo, la Sardegna è stata vittima del suo successo, e d'estate, perde un po' il suo fascino. Le costruzioni sono più numerose, e non rispettono sempre la geografia dei luoghi; le spiagge sono sovraffollate, il mare di conseguenza meno pulito... Ecco perché, potendo scegliere tra queste 2 isole (Sardegna e Corsica), abbiamo scelta la seconda...
CUCINA CORSICA
La Corsica ha avuto una storia abbastanza movimentata ed è impossibile negare le sue influenze italiane. Il dialetto locale è, infatti, un linguaggio molto vicino all'italiano... La cucina, quindi, utilizza sia le tradizioni francesi che quelle italiane, ma è in ogni modo unica... Al mio ritorno, vi parlerò più in dettaglio di quello che avremo mangiato ma posso, già ora, parlare velocemente delle specialità di quest'isola della bellezza (E' infatti cosi che la chiamiamo in Francia: l'Ile de Beauté).
Gli ingredienti più utilizzati, gli piatti più comuni sono:
- Il brocciu. Si tratta di un formaggio fatto a partire del latte di pecora. Si trova sopratutto all'inizio dell'estate ed è un po' simile alla ricotta. Ovviamente, ha le sue particolarità ma non saprei come descriverle. Si utilizza sia nei dolci (torte al brocciu) che nei piatti salati (lasagne al brocciu e alla menta)...
- I salumi. La Corsica offre una grande scelta di salumi di tutti i tipi. Della pancetta, della coppa, del Prizuttu (cosce di maiale), del Lonzu (filetto di maiale affumicato). La carne dei maiali corsi è molto tenera, perché sono allevati all'interno delle terre e questo li rende in un certo modo "selvaggi"
- Il cinghiale. Si utilizza tantissimo, si fanno dei "ragout" (non nel senso del ragù italiano ma nel senso di piatti a base di cinghiale marinato al lungo...), a base di cinghiale ad esempio.
- Le verdure "mediterranee", vale a dire le melanzane, le zucchine, i pomodori...
- La castagna. E' molto utilizzata nei dolci, sia sotto forma di farina, sia intera... E' spesso mischiata con del miele.
- I liquori... Un’infinita di liquori a base d’erbe aromatiche dell'isola...
Ecco un piccolo riassunto delle specialità locali... Adesso, vi lascio e vi auguro un bel inizio d'estate. Ci rivediamo a meta luglio...
Marie.
17 juin 2005
Melanzane ripiene con carne
Ho recentemente scoperto un nuovo blog di cucina, francese: Cannelle et Cacao. All'inizio della settimana, ho trovato su questo blog una ricetta di melanzane ripiene con carne, che mi ispirava particolarmente. Si tratta di un piatto di stagione, non troppo pesante, e molto adatto alle mie voglie attuali. Hi quindi provato a preparare questo piatto, modificando leggermente la ricetta.
Potete trovare la ricetta originale (in francese) qua
Pero, vi scrivo la ricetta che ho seguito (molto simile a quella originale, visto che ho solo introdotto delle zucchine).
MELANZANE E ZUCCHINE RIPIENE CON CARNE
Ingredienti:
- 2 melanzane tonde
- 1 zucchina
- 350g di manzo macinato
- 1 grande fetta di pane
- 10cl de latte tiepido
- 1 uova
- basilico, timo
- salsa di pomodoro
- sale, pepe, olio di oliva
Preparazione:
1) Tagliate le melanzane e la zucchine (in lunghezza). Togliete la maggior parte dell'interno.
2) Tagliate l'interno delle verdure a cubetti piccolini.
3) Fateli rossolare in padella con 2 cucchiai di olio di oliva.
4) Mischiate le verdure con il manzo. Aggiungete l'uovo.
5) Mettete la mollica del pane nel latte tiepido, mischiate e incorporatelo alla carne. Aggiungete le erbe, condite con sale e pepe.
6) Farcite le verdure con questo mix. Condite con sale e pepe, ricoprite con un po' di olio di oliva, e di un po' di salsa di pomodoro.
7) Fate cuocere le verdure ripiene nel forno, per 40 minuti (180°).
Risultato
Ho dovuto prolungare la cottura perchè la carne dopo 30 minuti (tempo consigliato dal blog Cannelle e Cacao) era ancora rosa. E' molto probabile che questo tempo supplementare sia dovuto all'uso di melanzane tonde, e dunque allo spessore del ripieno. Sarebbe meglio utilizzare melanzane lunghe. Cmq, penso che bisogna prolungare la cottura per una decina di minuti, altrimenti le verdure non sono abbanstanza fondenti...
Questo piatto è molto buono, estivale e facile da preparare. E' importante condirlo bene con sale, pepe e erbe.
Conclusione
Una buona ricetta di verdure ripiene, da rifare regolarmente!
14 juin 2005
I matrimoni francesi e italiani
A 3 settimane d’intervallo, ho assistito ad un matrimonio italiano (a Taranto, dunque diciamo che si è trattato di un matrimonio del sud Italia), e ad un matrimonio francese (a Toulouse, anche lui, al sud del paese). La vicinanza delle date di questo matrimonio mi ha permesso di fare un confronto tra i 2 tipi di matrimonio. Si sono rivelati molto diversi, sia nell'organizzazione del matrimonio che nel menù (e poiché si tratta di un blog di cucina, prenderò il tempo di descriverli)...
Il matrimonio italiano è stato durante la giornata, consisteva in un pranzo (lunghissimo: dalle 14 alle 22). Il matrimonio francese, invece, è stato durante la serata, consisteva in una cena (dalle 21 all'1.30). Un’altra differenza importante: Il matrimonio francese si prolungava in una serata organizzata per i giovani. Alle 1.30, le famiglie sono andate via, sono rimasti solo i giovani ed è stata messa una musica di "tipo discoteca"... La maggior parte dei matrimoni francesi, oggi, si finiscono cosi. Invece, ho potuto costatare che il matrimonio italiano era più dedicato alle persone anziane, le animazioni erano sopratutto fatte per loro.
Ma, adesso, guardiamo in dettaglio i 2 menu. Sono molto diversi, sia a causa dell'ordine dei piatti, che degli ingredienti. Ricordo velocemente che in Francia, la cena tipica è ben diversa della vostra.
In Italia, possiamo dire che Antipasto, primo, secondo e dolce corrisponde ad una cena "classica". In Francia, invece, la cena classica sarà composta di: Entrata, Piatto principale (secondo o, raramente primo), formaggio, dolce.
Ecco i 2 menù:
MENU ITALIANO:
- Buffet di aperitivi: Mozzarelle fatte al momento, porchetta, cozze, salmone marianto, pizzette e rustici...
- Primo antipasto: Tortino di patate e funghi, bresaola e prosciuto crudo
- Secondo antipasto: Gamberi e polpi gratinati
- Primo 1: Trofie alla primavera (cioè con pomodorini, vongole e gamberetti)
- Primo 2: Ravioli al cinghiale e ai funghi porcini
- Sorbetto al limone
- Secondo 1: Orata al forno
- Secondo 2: Noce di vitello in pasta sfoglia (con patate, e asparagi)
- Frutta
- Buffet di dolci
MENU FRANCESE:
- Aperitivi: Diversi rustici e "petits fours" (diversi toasts, spiedini di pollo al curry ecc...)
- Prima "Entrée": Foie gras (Fegato grasso di anatra) e il suo chutney di arancio. Servito con una piccola insalata
- Seconda "Entrée": Noce di St Jacques in pasta sfoglia, con una piccola salsa
- Sorbetto tropicale e calvados
- Piatto principale: Pavé di manzo, funghi porcini, galette di patate e fonduta di porro
- Formaggio e insalata
- Dolci: Quello tradizione è a base di "choux" (bigné tondi che assomgliano molto alle profiterolle e sono ricoperti di caramello), uno ai lamponi e uno al cioccolato
- Diversi dolcetti
Come lo potete vedere, i menu sono molto diversi. Quello francese è più leggero, contiene meno piatti. Prima, anche in Francia, il pranzo dei matrimoni durava tantissimo, ma ormai i giovani preferiscono un menù più simile a quello di una cena normale. La qualità dei 2 pasti era uguale, gli ingredienti erano molto buoni.
A voi, il menù francese sembrerà molto strano. Pero è abbastanza classico (per un menù francese), e vi può dare un’idea di quello che si mangia in un matrimonio francese. Sinceramente, preferisco il concetto francese: Una cena invece di un pranzo, e sopratutto un menu più leggero che permette alla gente di ballare e non addormentarsi quando comincia la digestione:-) Il contenuto pero mi piace in tutti e 2 casi. La cucina italiana e quella francese sono tutte e 2 buonissime!
Marie.
06 juin 2005
Giuda Ballerino...
Ma cos'è questo strano nome? Gli appassionati di fumetti lo sapranno di sicuro... Si tratta dell'espressione che utilizza Dylan Dog nel fumetto che porta il suo nome?
Ma vi chiedete sicuramente perché vi parlo di questa espressione, che apparentemente, non ha niente a che vedere con la cucina! E beh, vi sbagliate, esiste un legame tra "Giuda Ballerina" e i nostri stomachi, perché si tratta del nome di un ristorante gastronomico di Roma. Non si tratta di uno che troverete sulle guide (almeno non mi risulta), perché fa poca pubblicità e che non si trova nel centro di Roma. Pero, si tratta probabilmente di uno dei migliori!
Questo ristorante è stato creato da un appassionato di fumetti nell'obiettivo di permettere agli altri appassionati di ritrovarsi intorno ad una buona cena. Il ristorante ovviamente, è accessibile a tutti, e propone una cucina molto innovativa e un rapporto qualità/prezzo eccellente!!
In maggio, per festeggiare i nostri 2 compleanni simultanei (eh si, siamo nati lo stesso giorno!), abbiamo deciso di offrirci una serata in questo ristorante, che ci era stato fortemente consigliato da diverse persone. Il ristorante si trova nella periferia di Roma, in un quartiere non proprio piacevole (meglio dimenticare subito la passeggiata digestiva), ma questa situazione è voluta dai proprietari. Si tratta un po' di un’iniziativa per ridare vita ad uno dei quartieri di periferia della capitale.
Siccome voglio che mi crediate quando parlo di un eccellente rapporto qualità/prezzo, tengo a parlarvi del conto. Abbiamo pagato complessivamente 68 euro a testa, includendo 2 aperitivi (champagne), 2 menu degustazione (che vi descriverò tra poco), 1 bottiglia di vino rosso e una bottiglia d’acqua minerale.
IL MENU
- Per iniziare: Mini-spiedini di pomodorini ciliegini e di formaggio di capra, con olio di oliva e emulsione di basilico: Semplice, fresco, eccellente!
- Pane fatto in casa: Durante tutta la cena, abbiamo potuto assaggiare diversi tipi di pane fatto in casa. Tutti eccellenti. Dal pane alle mandorle al pane al grano duro ecc...
- Primo antipasti: Tartaro di cervo alla gelatina di melograno, servito con dell'ananas caramellato. Questo piatto è il più strano che abbiamo mangiato durante la cena. Il tartaro di cervo era divino, ma l'associazione era abbastanza complessa. Abbiamo avuto un po' di difficoltà ad apprezzare il mix dei sapori.
- Secondo antipasto: Terrina di fegato grasso e di sgombro, salsa al caffè e gelatina alla liquirizia. L'associazione fegato grasso/sgombro era straordinaria (e lo dicono 2 persone che non sono dei fan del mix tra pesce e carne). Era davvero buonissimo. La salsa al caffè sembrava di troppo all'inizio, ma man mano che mangiavamo la terrina, capivamo sempre di più quello che poteva dare al piatto. Il nostro palato aveva bisogno di abituarsi.
- Terzo antipasti: Petto di quaglia grillato, servite con una salsa di mele e una scaloppina di fegato grasso d'oca. Essendo originaria del sud-ovest della Francia (e vale a dire da dove si mangia l'anatra e il fegato grasso), sono abituata a quest’associazione di sapori. Si utilizza molto da noi, la salsa di mele, per accompagnare l'anatra, il maiale o le quaglie. Quindi, ho trovato questo piatto squisito. Anche Massimiliano che di solito, non gradisce molto i piatti dolci/salati, e neanche la mela calda, anche a lui dunque è molto piaciuto.
- Primo: Spaghetti (fatti in casa) cacio e pepe, con carciofi fritti e baccalà. Quando ho letto la descrizione, ho subito pensato che questo piatto era un po' troppo complesso. Caccio e pepe + carciofi + bacala... Ma alla prima forchetta, ho capito che mi sbagliavo. Tutti i sapori si sposavano benissimo e le differenze di consistenza rendevano il tutto ancora migliore. I carciofi erano bei croccanti, la bacala quasi fondente... Questo piatto ci è tanto piaciuto che pensiamo di provare a cucinarlo a casa.
- Secondo: "Manzo al modo nostro". Il contenuto esatto di questo piatto non ci è stato detto, quindi sto per provare a descriverlo senza essere sicura di avere reperito tutto. Questo piatto conteneva 4 preparazioni a base di manzo, da mangiare in un ordine ben preciso. Si cominciava con un "entrecote" (fra costa) disposta su un letto di spinaci e servita con degli asparagi. La carne era eccellente, e l'associazione manzo/asparagi mi ha positivamente sorpresa. La seconda preparazione era un involtino d’indivia ripieno con dei pezzi di manzo. Non saprei descrivere i pezzi esatti utilizzati, ma bisognava mangiare questa preparazione con una salsa al cioccolato fondente. La terza preparazione è quella che ci ha il più deluso. Si trattava di una polpetta agli interni del manzo. Era troppo grasso (al gusto nostro) e la consistenza non era molto piacevole. In fine, l'ultima preparazione era di tipo argentino Si trattava di un pezzo di manzo argentino, pezzo che non avevamo mai assaggiato. Se non mi sbaglio, invece di tagliare la costa in un senso, si taglia nell'altro, in modo di avere in un unico pezzo sia la carne che il grasso e l'osso. Questo pezzo era servito con una salsa piccante, tipicamente argentina. Era davvero eccellente.
- Formaggi: Degustazione di 3 formaggi: Un formaggio di cui mi sono scordata il nome, un po' morbido e poco forte. Un provolone stagionato e un gorgonzola. I formaggi erano serviti con 2 marmellate: una di lamponi e una di vino alla cannella. (Quest'ultima si sposava benissimo con i formaggi).
- Dolci. Prima di mangiare il dessert del menu, ci hanno servito un piatto di dolcetti (che non abbiamo potuto finire tanto ce n'erano!!). Il dolce del menu, era un tortino caldo di cioccolato extra-fondente non zuccherato. Era servito con una marmellata di lamponi. Adoro il cioccolato fondente, extra-fondente anzi. Ma devo confessare che questo dolce era troppo amaro per il gusto mio. Era cmq buono, visto che l'ho finito...
Alla fine della cena (che è durata 4 ore), i nostri stomachi erano davvero stanchi morti. Era la prima volta che facevo fatica a mangiare i dolci, le quantità del menu sono davvero enormi. Alla fine del primo, già non avevo più tanta fame (e pero siamo dei buoni mangiatori!!).
Ah, stavo per dimenticare un elemento fondamentale della cena: il vino. Da un po' di tempo stavamo cercando un vino italiano con un gusto di legno. Il "sommelier" ce l’ha trovato in 3 secondi, dopo averci chiesto alcuni dettagli. E per la modica cifra di 20 euro, ci ha trovato esattamente il vino che desideravamo. Un aglianico "Quarto di Sole", invecchiato in barrique.
In conclusione, se vivete a Roma, o pensate di venirci presto, vi consiglio fortemente questo ristorante. Si tratta di un vero ristorante gastronomico, dove pero si mangia molto (so che molti italiani pensano che in questi ristoranti le quantità sono ridicole. Ma non è il caso in questo ristorante!). Il rapporto qualità/prezzo è eccellente... E' lontano dal centro, ma non rimpiangerete il viaggio fino al Giuda Ballerino. Ecco il sito del ristorante: http://www.giudaballerino.it
Marie
27 mai 2005
Patatine fritte (Belgio)
Da alcuni mesi, abbiamo una friggitrice elettrica... e la utilizziamo abbastanza spesso. Abbiamo provato le olive all'ascolana, le mozzarelline panate, i falafels... Ma la cosa che preferiamo, sono le patatine fritte. Un classico! Ma non c'è niente di meglio!!! Non per niente in Francia, si chiamano "frites", letteralmente (fritte), non c'è bisogno di precisare cosa è fritto, si sa!!:-)
Fino
ad adesso, non le avevo mai cucinate da me. Mia madre non ha nessuna
friggitrice elettrica e quindi, prepara le patatine fritte in una
grande pentola. Sono eccellenti, ma richiedono più tempo.
Ho
sempre pensato che per fare delle patatine fritte, bastava buttare le
patate tagliate nell'olio caldo, aspettare, sgocciolare e mangiare! Ma,
dopo aver letto alcuni messaggi sul forum di cucina Marmiton, ho capito
che la mia idea era sbagliata. Preparare le patatine fritte è una vera
arte, che trova le sue origini in Belgio.
I consigli dati sul forum erano:
- Tagliare le patate un po' prima di friggerle, in modo che si asciughino bene.
- Farle cuocere in 2 volte. La prima volta a 160°, l'altra a 190°. Questo perché l'interno sia morbido, e l'esterno croccante.
- Utilizzare del grasso animale, e non dell'olio.
Non avendo del grasso animale a disposizione, ho solo rispettato i primi 2 consigli... Ma non ho nessun dubbio sulla bontà anche del primo consiglio. Le patate cotte nel grasso d'oca sono divine!!
Ecco la ricetta delle patatine fritte, in immagine:
PATATINE FRITTE
Ingredienti:
- 8 patate
- olio per friggere
- sale, pepe
- moutarde, maionese, ketchup e tutto quello che vi piace!!!
Preparazione:
1) Tagliare le patate: bisogna sbucciarle ovviamente, e lavarle bene. Poi tagliarle in "bastoncini", di 1cm di spessore. Questa parte di solito è molto lunga e noiosa. A meno che abbiate l'attrezzo magico: il taglia-patate!! L'ho provato ed è davvero geniale.


Ecco la cosa di cui vi parlo!!!
Come funziona? Niente di più semplice. Basta mettere la patata tra la lama e il supporto. Poi, premete forte fino a quando i bastoncini cadono.
Non ho nessun’idea di quanto può costare quest’attrezzo, perché l'abbiamo trovato nel nostro appartamento. Ma immagino che non sia molto costoso, e credetemi, aiuta a risparmiare davvero tantissimo tempo!!

Ecco la quantità che si ottiene con una patata.
2) Prima cottura: Deve essere fatta in un olio a 160° per circa 7 - 8 minuti. La temperatura deve davvero aver raggiunto i 160° al momento in cui si buttano le patate. La cosa ideale è di far cuocere poche patate alla volta, per evitare che s’incollino.


Sono un po' dorate ma non ancora completamente cotte. E sopratutto sono ancora morbide.
3) Seconda cottura: deve essere fatta a 190° per 4 minuti. Alla fine di questa seconda cottura, bisogna sgocciolare bene le patatine, condire con il sale e mangiarle subito.


Questa volta sono cotte perfettamente. Morbide all'interno, e croccanti all'esterno. Sono perfette!!!
Conclusione
Ormai, cucinerò sempre le patatine fritte in questo modo. In realtà non è molto più lungo, basta essere organizzati, e avere una friggitrice elettrica per poter controllare la temperatura dell'olio e il tempo esatto.
25 mai 2005
Non vi preoccupate...
Alcune di voi si sono un po' preoccupate a causa del mio recente silenzo. Ma non c'è nessuna ragione di preoccuparsi, questo silenzio è spiegato da un piccolo viaggio che ho fatto in Francia, per l'addio al celibato di un'amica. Durante questa settimana, mi sono quindi allontanata dalla mia cucina, e mi sono fatta coccolare dalla mamma, assaggiando tutti i piatti tipici della mia regione. Nelle prossime settimane, ci saranno altri silenzi, sempre dovuti a delle piccole vacanze. Mi tocca ritornare in Francia, stavolta per il matrimonio, e a fine giugno, suonerà l'ora delle vere ferie. Finalmente!!!
Ho approfittato del mio viaggio in Francia per portare in Italia alcuni ingredienti che non trovo facilmente. Ecco le cose che ho comprato:
- della panna leggera (15% grasso). Qui, non ne ho trovato facilmente. Invece da noi, è molto comune. Si tratta di panna più liquida di quella che si vende in Italia, è ideale per fare le salse.
- del "fromage blanc" (formaggio bianco), è un formaggio molto dolce, che assomiglia un po' a dello yogurt ma è più denso. Può essere mangiato come dolce oppure utilizzato nella preparazione di salse. Può anche essere usato nell'impasto per le crostate salate.
- del lievito chimico senza aroma di vaniglia, per le preparazioni salate
- del taboulé (fatto con couscous, pomodoro, menta, olio, cetrioli ecc.. si mangia freddo). E' un piatto ideale per un pranzo al lavoro.
- e poi, la cosa migliore: Il "confit de canard au sel de Guérande". Si tratta di anatra cotta per molto tempo, a fuoco basso, nel suo grasso. E' condito con del buonissimo sale di Bretagne. Questo piatto non si trova in Italia, ma è davvero buonissimo!
Ecco tutto! Spero di scrivere presto nuovi articoli, e di presentarvi nuove ricette.
Marie.
18 mai 2005
Pane e Poolish
Oggi, vorrei presentarvi un modo un po' diverso di fare del pane. L'ho scoperto grazie a delle ricerche su Internet, ed è un appassionata di pane del forum Marmiton (Micheline) che mi ha convinto a provarlo. Questa tecnica richiede un po' più di tempo, ma migliora notevolmente la qualità del pane.
I diversi metodi per fare del pane
Esistono 3 metodi principali per fare del pane:
- Lievito: Si
tratta del metodo classico. Si utilizza direttamente il lievito, di
solito 10g di lievito fresco per 500g di farina. E' possibile
sostituire il lievito fresco con del lievito desidratato diminuendone
la quantità. Ma in tutti e 2 i casi, il procedimento è lo stesso.
Bisogna mischiare direttamente l'aqua, la farina, il lievito e il
sale. Bisogna impastare, e lasciar riposare ecc... C'è abbastanza lievito e la crescita dell'impasto è abbastanza veloce.
- Lievito naturale: Si tratta del metodo più difficile da utilizzare. E per il momento, non ho osato provare questa tecnica. La conosco solo a grandi linee. Il livieto naturale sarà sostituito al lievito fresco comprato, è creato a con acqua, farina e del miele o della frutta. Bisogna mischiare questi ingredienti, e aspettare la fermentazione (il lievito naturale deve crescere, fare delle bolle ecc...). Ogni giorno bisogna "rinfrescare" il lievito naturale aggiungendo un misto di acqua e farina. Al momento di fare del pane, basta prelevare una certa quantità del lievito naturale, utilizzarlo come fosse del comune lievito e fare dunque il pane normalmente. Il lievito è "vivo" nel senso che bisogna rinfrescarlo regolarmente, altrimenti, muore (è vivo se dopo il rinfresco, cresce e fa delle bolle). Con un lievito naturale, si possono fare molti pani visto che se ne puo prelevare un po' ogni giorno. Questo procedimento è quindi molto più complicato del precedente. Richiede molta pazienza e sopratutto attenzione costante. Il gusto del pane è un po' diverso, più acido.
- Poolish: Si tratta di un procedimento intermedio, tra lievito e lievito naturale. Infatti, si tratta di utilizzare meno lievito, ma con il poolish, si puo fare un solo pane. Non si puo riutilizzare. Il procedimento è il seguente: bisogna mischiare una piccola quantità di lievito (2g invece di 10) con dell'acqua e della farina. Mischiamo bene e otteniamo un impasto abbastanza liquido. Si deve lasciar riposare una decina di ore. Deve crescere e fare delle bolle. Dopo il riposo, si aggiunge il resto di farina e di acqua, e si fa il pane come al solito. Questo procedimento permette dunque di ridurre notevolmente la quantità di lievito. Rende il pane più morbido e aerato.
PANE CON POOLISH
Ingredienti:
Per la poolish:
- 2g di lievito fresco
- 200g di acqua
- 150g di farina
Per il pane:
- La poolish precedentemente preparata
- 350g di farina
- 100g di acqua
- 1 cucchiaio di sale
Preparazione:
1) Preparazione della poolish: diluire il lievito in un po' di acqua tiepida (prelevata dai 200g), e lasciar riposare per qualche minuto. Mischiare bene la farina, l'acqua e il lievito. Coprire con un panno umido e lasciar riposare per 10 - 12 ore.
2) Dopo queste 12 ore di riposo, ritroviamo la nostra poolish. Deve essere raddoppiata e aver fatto delle bolle. La poolish, in realtà, cresce e fa delle bolle fino a raggiungere un massimo. Dopo di chè, ricade un po' e le bolle spariscono. Idealmente, bisognerebbe utilizzarla quando è al suo massimo, e dunque aspettare il momento giusto. Personalmente, lascio sempre la poolish riposare di notte e dunque, non la posso controllare bene. L'ho raramente utilizzata quando era al suo massimo ma funziona sempre. Trovare questo "massimo" deve essere una questione di esperienza.

Ecco la mia poolish dopo 12 ore.
3) Adesso, prepariamo il pane. Bisogna impastare tutti gli ingredienti (farina, acqua, poolish e sale), come per un pane normale. Si ottiene un'impasto omogeneo ed elastico.
4) Formiamo una palla con l'impasto, la mettiamo in un contenitore ricoperto con un panno umido, e la lasciamo riposare fincchè il suo volume non raddoppi.
5) Quando l'impasto è cresciuto abbastanza, bisogna re-impastarlo. Cominciamo a togliere l'aria premendo al centro della pasta. Poi lo re-impastiamo velocemente ed energicamente.
6) In seguito, formiamo i pani. Li mettiamo su una teglia ricoperta di carta da forno infarinata, li copriamo con un panno umido e li lasciamo crescere per un ora.
7) Nel fratempo avremo preriscaldato il forno, mettendoci dentro un contenitore riempito di acqua. Facciamo alcune incisioni sul pane, vaporizziamo un po' di acqua sui pani, e li mettiamo nel forno per circa 20/25 minuti (220°C).
8) E' preferibile togliere il contenitore di acqua dal forno dopo una decina di minuti, affinchè il pane sia ben cotto sotto. Una volta cotti i pani, li lasciamo raffredare su una griglia.
Risultato
Straordinario!! Ho raramente fatto dei pani cosi belli e soprattutto cosi buoni. Per una volta, sono riuscita a fare le incisioni correttamente, senza togliere l'aria nell'impasto. I pani son ben dorati, l'interno è soffice ed aerato. Non si sente per niente il sapore del lievito (sembra normale visto che ce ne sono solo 2g)... Davvero, utilizzare la poolish richiede un po' più di tempo e di organizzazione, ma il risultato ne vale la pena.
Ho letto sul forum Marmiton che la cosa ideale sarebbe di lasciar riposare la pasta dopo che sia raddoppiata di volume, quindi prima di dare la forma ai pani. Bisogna lasciarla 1/2 ora sulla teglia e poi, dare la forma ai pani. Molte persone dicono che rende la "messa in forma" più facile, e che il pane è più aerato. Sarà quindi la mia prossima prova.
Conclusione
Provate!! Vi assicuro che il pane viene migliore! E risparmierete anche un po' di lievito.
Pasta alla cipolla rossa e alla ricotta
Ecco di nuovo una ricetta presa dal libro di cucina italiana che vi ho già presentato e che contiene delle ricette italiane ordinate a seconda delle stagioni. Questa volta, si tratta di una ricetta di pasta alla cipolla rossa, alla pancetta, e alla ricotta.
Ho provato la ricetta questo WE. Questa prova fa parte del mio obiettivo di trovare sempre più ricette di pasta, per poter cambiare molto spesso. Ecco la ricetta:
PASTA ALLA CIPOLLA ROSSA E ALLA RICOTTA
Ingredienti:
- 240g di pasta (penne ad esempio)
- 3 cucchiai di ricotta
- 2 cipolle rosse
- 4 cucchiai di olio di oliva
- 50g di pancetta
- parmigiano, prezzemolo
Preparazione:
1) Fare dorare la pancetta tagliata a pezzettini, senza aggiungere grasso.
2) Fare "confir" le cipolle. "Confir" è un procedimento, molto utilizzato ad esempio per l'anatra, che consiste nel fare cuocere un ingrediente molto lentamente nel grasso. Non ne conosco la traduzione. Per questo, tagliate le cipolle a pezzettini. Riscaldate l'olio in una padella, aggiungete la cipolla e fatela cuocere molto lentamente, a fuoco basso, finchè la cipolla non diventa molto tenera.
3) Fare cuocere la pasta al dente.
4) Dopo avere scolato la pasta, rimetterla nella pentola, a fuoco basso. Aggiungere la pancetta, la cipolla e la ricotta. Mischiare bene e servire.
5) Cospargere di parmigiano e prezzemolo tritato.
Risultato
Come avrete notato, questa ricetta è molto facile da realizzare, e molto veloce. La presentazione è abbastanza bella, e i sapori si sposano molto bene. Bisogna stare attenti perchè questo piatto può facilmente diventare pesante a causa della ricotta, consiglierei dunque di non servirne troppo.
Questo piatto mi è piaciuto, e lo rifarò ogni tanto. Anche se non lo trovo straordinario. Manca un piccolo qualcosa, i sapori sono dolci. Forse un po' troppo dolci. Preferirei anche che le cipolle siano cotte in pezzi più grandi. Ma non è molto facile da fare perchè la cipolla si stacca da sola durante la cottura. Forse bisognerebbe provare con degli scalogni? Da vedere, il gusto sarà sicuramente diverso!
Conclusione
Vi consiglio questa ricetta. E' un modo originale di mangiare la pasta, e la ricetta à facilissima.
16 mai 2005
Pollo in salsa agrodolce (Cucina cinese)
Uno dei piatti preferiti di Massimiliano è il pollo in salsa agrodolce. Ne cucino molto raramente perchè richiede tantissimo tempo e poi non mi piace tanto friggere il pollo. Però, ogni tanto, mi decido a fargli piacere come guardacaso questo WE!
Fino ad adesso, improvvisavo senza seguire una vera ricetta, in particolare per la pastella in cui bisogna mettere il pollo. Il risultato era buono ma un po' diverso dalla ricetta originale asiatica. Questa volta, invece, mi sono ispirata ad una ricetta trovata sul mio libro di cucina al wok, e ho finalmente trovato LA ricetta di questa pasta! Ecco qua la ricetta!
POLLO IN SALSA AGRO-DOLCE
Ingredienti (per 2):
Per la salsa:
- 250g di salsa di pomodoro
- 7 cucchiai di zucchero
- 7 cucchiai di aceto di vino bianco
- 5 cucchiai di acqua
- 1 cucchiaio di maizena
- 3 cucchiai di salsa di soia
Per la pasta:
- 50g di maizena
- 50g di farina
- 12.5cl di acqua
- 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio
- 1/2 cucchiaino di sale
Per il pollo:
- 150 a 200g di pollo a persona
- 2 fette di ananas (tagliate in lunghezza e dunque non rotonde)
- 1 peperone
- olio per friggere
- sale
Preparazione:
1) Cominciamo a preparare la salsa agrodolce. Bisogna mischiare bene tutti gli ingredienti, portare ad ebollizione e far stringere la salsa a fuoco vivo. La salsa deve diventare più spessa. Assaggiare e aggiungere zucchero, acqua o aceto a piacere, a secondo dei vostri gusti.
2) Poi, bisogna preparare il pollo. E dunque tagliarlo a pezzettini.
3) Prepariamo la pasta in cui sarà messo il pollo prima di essere fritto. Bisogna mischiare bene la farina, la maizena, il bicarbonato e il sale. Aggiungere progressivamente l'acqua fino ad ottenere un impasto collante e abbastanza spesso (gestire la quantità di acqua fino ad ottenere questa consistenza. Un po' di più o un po' di meno non fa grande differenza).
4) Versare il pollo in questa pasta, e mischiare bene. Tutto il pollo deve esserne ricoperto.
5) Versare dell'olio nel wok. Riscaldatelo e fate cuocere i pezzi di pollo (massimo dieci pezzettini alla volta). Sgocciolateli bene, e disponeteli su un piatto ricoperto di carta da cucina. Così, otteniamo dei piccoli "bignè di pollo".
6) Tagliare il peperone e l'ananas a pezzettini (non troppo piccoli).
7) Togliete l'olio dal wok, lavatelo bene, e rimetteteci appena un po' di olio. Fate dorare il peperone e l'ananas. Poi, aggiungete il pollo e fate rosolare per 1 o 2 minuti.
8) Basta aggiungere la salsa (la quantità dipende da come vi piacciono i piatti in salsa: con molta o poca salsa!). Mischiare bene, e servire subito.
La mia esecuzione
Ho preparato un po' più di salsa perchè ci piace quando ce n'è molta! Quando la preparo, la corrego sempre un po' aggiungendo un po' di aceto o zucchero a secondo del mio gusto. Questa volta, mi sembra di avere aggiunto un po' di acqua perchè mi sembrava troppo spessa.
Risultato
Straordinario!! Davvero, non c'è nessun'altra parola! Fino ad adesso, utilizzavo una pasta fatta di farina e uova. Il risultato era buono ma molto diverso dalla pasta dei ristoranti asiatici. Questa volta, la pasta è stupenda! E' identica a quella dei ristoranti e divinamente buona!! E' molto facile da fare dunque potete andarci ad occhi chiusi!
La salsa viene buonissima. Vi consiglio vivamente questa ricetta, se vi piace il pollo in salsa agrodolce. Avrete davvero l'impressione di trovarvi al ristorante. La ricetta è lunga, non ve lo nascondo. La parte più spiacevole è la frittura. E quindi, ogni volta che ne faccio, ne faccio il doppio e ne congelo un po'.
Conclusione
Una ricetta eccellente. Lunga ma senza vere difficoltà. Basta essere pazienti e sarete ricompensati con un ottima cena!!
12 mai 2005
Carciofi ripieni
Fino ad adesso conoscevo solo 3 modi di cucinare i carciofi:
- Semplicemente cotti in acqua bollente, e conditi con una "vinaigrette", cioè olio, aceto, sale, pepe e moutarde
- Cotti sul barbecue, con un filo di olio di oliva e del sale
- Alla giudia, cioè fritti!
Questi 3 modi di preparazione sono molto semplici. Li apprezzo molto ma avevo voglia, questo WE, di preparare i miei carciofi seguendo una ricetta un po' più elaborata. Ho quindi avuto l'idea di fare dei carciofi ripieni con carne. Ho cercato una ricetta su internet ma sono stata abbastanza delusa dalle ricetta trovate. La maggior parte non mi ispiravano per niente, oppure il ripieno era composto da pane e tonno... Poi finalmente, sono riuscita a trovare una ricetta che mi convinceva, su un sito italiano di cucina: Carciofi ripieni
CARCIOFI RIPIENI (CON CARNE)
Ingredienti:
- 4 carciofi (grandi)
- 150g di carne macinata (manzo e/o maiale)
- 2 uova piccole
- 2 cipolle
- 1/2 mazzo di prezzemolo
- 1 spicchio di aglio
- parmigiano
- gruyère (circa 4 cucchiai)
- sale e pepe
Preparazione:
1) Preparare i carciofi. Tagliare il gambo, lavarli e farli cuocere in una grande quantità di acqua, per 20 minuti. Si devono ammorbidire.
2) Tritare le cipolle, e farle dorare in un cucchiaio di olio di oliva. Aggiungere la carne macinata e il prezzemolo e fare rosolare finchè la carne non sia cotta.
3) Lasciar raffredare. Poi, aggiungere le 2 uova, l'aglio tritato, il formaggio grattugiato e un po' di parmigiano. Condire con sale e pepe.
4) Sgocciolare bene i carciofi. Allargate bene le foglie, togliere il fieno, e metterli in un piatto imburrato. Riempirli con il ripieno di carne. Cospargere con il parmigiano.
5) Infornare a 220° per 20 minuti.
La mia esecuzione
Non avevo tutti gli ingredienti richiesti e quindi, ho utilizzato quello che avevo:
- Invece dei 150g di carne macinata, ho utilizzato 2 fettine di arrosto di maiale (crude) macinate con un po di manzo già macinato.
- Non avendo gruyère, ho utilizzato della fontina.
Per il resto, ho seguito la ricetta alla lettera...
Risultato
Buonissimo!! Ero molto scettica, avevo paura che il ripieno non si sposasse bene con il sapore del carciofo, ma al contrario, i due sapori vanno benissimo insieme. E' buonissimo! Davvero, sono stata piacevolmente sorpresa, e vi consiglio fortemente la ricetta. Rifarò spessissimo questa ricetta, anche perchè è molto facile da fare.
Conclusione
Potete cucinare questa ricetta ad occhi chiusi, è eccellente!!:-))






















































